Até que o som acabe


Da poco è finito Sanremo e una delle polemiche più accese è stata quella contro Ghali e le sue parole di pace (si, di pace), prima nel testo della sua canzone in gara ‘Casa mia’, scritta prima del 7 ottobre, poi con le importantissime parole ‘Stop al genocidio’, suggerite dal suo amico alieno a fine esibizione, clip che poi è stata tagliata dal ricaricamento su Raiplay.
Questa è la strofa incriminata, che il cantante ha osato pronunciare:

Ma come fate a dire
Che qui è tutto normale?
Per tracciare un confine
Con linee immaginarie bombardate un ospedale
Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane
Non c’è mai pace.


L’attacco è stato sferrato dalla comunità ebraica di Milano e appoggiata dall’informazione in generale; da vari giornali alla Rai stessa.

Il Giornale: “Ha ferito molti”.
La Stampa: “Inaccettabile la propaganda anti israeliana in TV” -riporta il messaggio del capo della comunità ebraica di Milano, chiaramente appoggiandolo-.
Ambasciatore israeliano in Italia: “assurdo che il palco sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni…”

Oltre 13.000 bambini ammazzati, migliaia di mutilati, oltre 100.000 palestinesi di Gaza o morti o feriti o dispersi. Solo negli ultimi 4 mesi, su 2 milioni e 200 mila abitanti.
Ma lo considerano attacco antisemita sostenere che Israele stia portando avanti un tentativo di pulizia etnica a Gaza. La considerano propaganda inaccettabile dire stop a questa catastrofe umanitaria che sta costringendo i palestinesi al di fuori di quel territorio, perché un altro paese vuole occuparlo definitivamente. Non a caso, distruggono tutto, a partire da ospedali, scuole, centri salute… l’obiettivo mi sembra chiaro.
Ghali però non mi sembra che abbia detto questo, e in risposta alle dichiarazioni fatte contro di lui risponde: “…bisogna prendere posizioni, il silenzio è assenso”. Caro Ghali, che ti definisci e sei un italiano vero, che ami e credi in questo Paese che ripudia la guerra da Costituzione; qui vogliono il silenzio. Non solo la Narrazione non ha mai detto che è un crimine uccidere migliaia di persone, ma criticano pure chi lo dice. La libertà di pensiero e artistica è in pericolo. Un vero artista è libero e coraggioso di portare contenuti che trattino determinate tematiche profonde, capisce il valore della voce/visibilità pubblica e fa quello che si dovrebbe fare nel luogo più seguito d’Italia.
Di fronte a questa realtà non sono più sufficienti gli appelli alla moderazione, occorre un cambiamento. Basta ascoltare le dichiarazioni del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, che ha detto in modo molto netto: “Fino a quando ci sarò io non ci sarà mai uno stato palestinese”, ponendo un ostacolo enorme al progetto di pace. Occorre, quindi, riconoscere lo stato palestinese, mettere in discussione gli accordi con Israele; sennò, anche noi siamo complici del massacro. Ed è per questo che il comunicato del AD della Rai, letto da Mara Venier in diretta durante l’esibizione, è una roba oscena; ti fa capire ancora nuovamente come funziona il sistema mediatico e politico in Italia. Senza considerare il fatto che la cara Venier sembrava che stesse leggendo una velina del ventennio o della grande Romania di Ceaușescu. Il comunicato naturalmente dava la solidarietà SOLO allo stato israeliano e SOLO alla comunità ebraica, rivendicando e legittimando il suo sottoposto “diritto alla difesa”.
Credo che a questo punto si possa parlare solo di disumanità. Siamo proni a chi ci governa e all’autocensura, basti pensare che le parole bombardamenti o Israele, nell’algoritmo di Instagram, debbano essere in qualche modo scritte diversamente e oscurate, sennò vengono censurate (anche se quest’ultima è dovuta al fatto che Instagram è ammmerricana). O la stessa frase detta da Ghali Stop al genocidio che è stata censurata su Raiplay, o a Domenica In – Speciale Sanremo, dove sempre Mara Venier interrompe Dargen D’amico; Dargen: “Non si parla mai del fatto che la bilancia economica dell’immigrazione è in positivo. Quello che gli immigrati mettono nelle nostre casse, per pagare le nostre pensioni, è più di quello che noi mettiamo per l’accoglienza”, Venier: “Va bene però qui è una festa, scusate”, e portandolo via a braccetto visibilmente in difficoltà, continua “Sennò qui diventiamo troppo…” e poi conclude con un raccapricciante “Chiedo scusa a tutti quanti”, implicando che abbia detto qualcosa che non si può dire, che non si può fare, che va contro la destra itagliana. Anche in questo caso la clip naturalmente è stata oscurata da tutte le piattaforme Rai, compreso YouTube. Ma d’altra parte, che la tv è privatizzata e controllata da un governo di destra e pro Israele si sa già molto bene; non a caso si scandalizzano e devono ribadire che “è stata usata la parola genocidio”, ma poi fanno parlare ambasciatori israeliani che dicono che “la loro vendetta è un atto di democrazia”, in tv italiana… Radio Televisione Israeliana. Oppure possono essere letti i comunicati sacrosanti degli agricoltori della ‘rivolta dei trattori’, spalleggiati d’altronde da Salvini, Lollobrigida & Co.; mentre, il “Cessate il fuoco” di Dargen è un atto politico improponibile, perché siamo sul palco della canzonetta itagliana. Anche questo sarebbe da affrontare, dato che ogni evento nazionalpopolare contiene un’anima politica… ma qui cercano il disimpegno totale per schiacciarci, siamo contenitori.

Poi la follia più totale è che censurando la frase pacifista e umanitaria di Ghali loro abbiano ammesso che effettivamente sia in atto un genocidio.

In questo ambiente bigotto e conformista che hanno e abbiamo creato, su tutti i personaggi che sono stati sul palco di Sanremo in questi giorni, solo Dargen e Ghali hanno voluto mandare qualche messaggio, senza nemmeno prendendo una posizione di critica netta, su una situazione che nessuno può ignorare. La gente ha paura, lo sfondo costante della nostra epoca; la gente ha qualcosa da perdere, pure se si tratta di appoggiare le parole di un’altra persona. Chi ha voce pubblica deve aprire bocca, perché in questo momento, ora, è in atto un genocidio.

Siamo bombardati da informazioni inutili, quindi almeno l’arte dovrebbe rispecchiare la realtà, dovrebbe essere influenzata e raccontare di quello che succede nel mondo.
Ghali pensa e parla col cuore. Guardando il pianeta Terra, cerca di farlo conoscere al suo amico alieno, ma ci sono cose che non riesce a spiegargli, perché non le comprende, tipo l’indifferenza. Parla dei “sogni che si perdono in mare“, nel Mediterraneo, a bordo di imbarcazioni di fortuna. Poi sottolinea, che guardando da un altro punto di vista, non è così chiara la differenza fra quella che consideriamo casa nostra ed il resto del mondo. Parla di sentirsi a casa, in base a ciò che ci succede e ciò che ci circonda, che è quello che stanno facendo coraggiosamente i palestinesi, preferendo rimanere nella propria terra che lontano nuovamente.

Il crimine vero è quello dell’indifferenza e non sarò mai responsabile di questi massacri.
Questo è quello che molte persone stanno gridando per le strade e vicino alle sedi Rai, che come stiamo vedendo, sta portando come al solito a reazioni violente della polizia. Mentre le commemorazioni fasciste vengono osservate in silenzio, tutti col braccio teso – “ho la testa in giù, tutto è più chiaro…” –
E questo fa ancora più rabbrividire, quando seguendo la manifestação per il diritto di espressione culturale negli spazi pubblici, organizzata con una parata-corteo durante il carnevale a Lisboa, un tizio in mutande ghepardate vestito a pezzi con una rete rosa, grida: “la strada è pubblica facciamola nostra con il nostro suono”. Poi parte la musica, tutti ballano e i poliziotti in disparte osservano la folla danzante e libera, alcuni andando a ritmo col piede, altri facendo un video per ricordo.

Nel 1981 Massimo Troisi rinunciò a presentare il suo film durante Sanremo, pubblicità che di certo gli avrebbe fatto molto comodo, perché la Rai all’ultimo gli impose di non parlare di politica, di religione, di terrorisimo… le cose non sembrano tanto cambiate, ma anche nei lontani (forse non troppo) anni ’80 si poteva scegliere, e cari personaggi pubblici e influencer, anche ora si può scegliere, e non asservirsi all’informazione dominante. Soprattutto se si è privati della libertà.

Ai miei figli cosa dirò (?)
Benvenuti nel Truman show


.STO.

Dato che i nostri media non ci mostrano, seguite:

https://www.instagram.com/eye.on.palestine/

Ghali e il messaggio suggerito dall’alieno, in diretta sul palco di Sanremo.

Autore: Alieno.

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