22 maggio 1993, Cava dei Tirreni. Percussioni, chitarra, un metro e mezzo di compressori, preamplificatori, equalizzatori, capelli alla Maradona e pura magia.
Nove anni fa ci lasciava uno dei più grandi musicisti che la musica italiana abbia avuto il piacere di conoscere. Ogni volta che mi capita di ascoltare uno dei suoi assoli non riesco a non pensare a quanto ancora avrebbe potuto regalarci, ma in occasione di questo anniversario ho voluto spingermi un poco oltre, e mi sono chiesto quanto di tutto ciò che ha fatto sia realmente stato recepito. Personalmente non credo abbia avuto il successo che meritava.
Erano anni in Italia in un cui il problema non erano ancora gli immigrati, certo poteva esserci qualche albanese in meno, ma il nemico vero di una certa politica era il meridione. Inutile dire che in questo genere di discorsi, di un populismo ancora acerbo – eppure così vicino a quello attuale –, tutto il meridione poteva identificarsi in un’unica città, o meglio, nell’immagine che la copre.
In questo scenario, cosa poteva accadere ad un giovane musicista, coi capelli lunghi, un accento inconfondibile, che suona la musica dei negri e che di quando in quando si arroga anche il diritto di prendere posizione? 19 settembre 1981, si festeggia il santo patrono della città e in piazza ci sono 200.000 persone per un concerto che entrerà nella storia. Gli accaddero insomma le uniche due cose che potevano accadere: l’oblio – quando non il disprezzo – di una fetta consistente del paese, e la devozione assoluta della sua città.
Chissà come sarebbe andata se avesse avuto un accento differente, o se avesse parlato inglese. Nel primo caso sarebbe stato un’istituzione nazionale, nel secondo un’icona. Ma fortunatamente è andata come è andata, o non avremmo né l’una né l’altra.
Credo sia stata questa la sua forza, non rinunciare mai alla sua musica, alla sua città, a sé stesso, e nonostante tutto è riuscito ad avere la sua risonanza.
E per concludere, lui Cava dei Tirreni ci è ritornato, con Eric Clapton, mentre gli improvvisava a fianco una traduzione italiana della sua Wonderful tonight davanti a 16.000 persone.
Grazie Pino.
Autore: b.

