Tango e Capoeira

Prima o poi succede a tutti.

Si, dico, prima o poi succede davvero a tutti che ti svegli abbastanza bene. Perfettamente in orario, bevi il tuo caffè, fai la doccia, ti vesti e l’outfit che scegli armonizza perfettamente con il tuo umore. Quella cosa che ti preoccupava fino al giorno prima, che ti appesantiva un po’ lo sterno, in qualche modo si è sbrogliata da sola. Non ci sono grossi problemi a cui pensare, oggi. Oggi, è una bella giornata. Allora incalzi le scarpe, prendi l’ombrello ma poi decidi di riappenderlo sull’anta dell’armadio, oggi non pioverà, ne sei certo. Tiri la maniglia della porta dietro di te e oplà, si comincia. L’aria è pulita e la strada è libera. Oggi i 15 minuti che ti separano dall’università sono piacevoli e ti godi ogni metro. Sincronizzi i passi con la canzone sparata nelle cuffiette, per non sporcare il video musicale di cui sei protagonista. Fermo al semaforo rosso, meno di tre secondi e diventa verde. Attraversi e, ecco. Lo sapevo. Lo sapevo e lo so sempre. Una giornata così bella non esiste. E se esiste, l’universo se ne accorge e fa accadere queste cose per riequilibrare la spensieratezza e il giramento di zebedei. Mentre cammini come un qualsiasi cristiano, un altro cristiano ti viene incontro. Sta venendo dritto verso di te, ma sicuramente eviterete di scontrarvi, no? Nessuno di voi due sta guardando il cellulare o gli uccellini, siete entrambi abbastanza sul pezzo. Eppure, succede a tutti, un passo dopo l’altro vi ritrovate uno di fronte all’altro. Magari negli ultimi due passi avete pure provato ad aggiustare la traiettoria, ma qualsiasi cosa pensi uno di voi due, l’altro farà lo stesso esatto pensiero specularmente. E così, quando ormai siete così vicini che sareste in grado di contarvi le ciglia, inizia quell’istante. Quell’istante in cui, per un paio di secondi che, potrei giurarlo su ciò che ho di più caro al mondo, il tempo si dilata, tu e questo passante improvvisate ciò che definirei un incontro tra Tango e Capoeira. Non vi sfiorate, se tutto va bene, ma è impossibile descrivere l’intimità che si forma tra i vostri due corpi che vanno entrambi a sinistra, poi entrambi a destra, poi di nuovo sinistra, e nel mentre i vostri sguardi rincorrono qualsiasi cosa non siano gli occhi dell’altro. E così danzate per ore, ma che dico? Settimane! Danzate per settimane dando spettacolo sulle strisce pedonali come due imbecilli. E poi, così come vi siete incastrati, riuscite a liberarvi da questa romantica e terrificante morsa danzante, e proseguite, ognuno per il suo cammino, fingendo che l’esperienza appena vissuta non vi abbia scalfito nemmeno un po’. Ma io so, noi sappiamo, tutti sanno che nessuno di voi sarà più lo stesso.

Autrice: A

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