Breve storia della seconda migrazione delle rondini

Resoconto Discorso tenutosi pubblicamente dal Re Maiale

Data e ora: Idi di Marzo 2109, 17:34

Luogo: Montecretinate

Battitore a macchina: Rodolfo Acritico

Piazza Francesco Tirasogni, Montecretinate. L’anteinizio del Discorso si è appena concluso, ancora riecheggiano i rimbombi delle trombe imperiali dentro le strade radiali alla Piazza. La fontana, la quale regolarmente situa in nel centro, adesso, farei fatica a sbilanciarmi sulla sua effettiva, consistente presenza, tanti sono i soggetti qui oggi. Continuano ad arrivare animali, carri, carretti e ciclomotori, persone a piedi e volatili ad ali. È appena stato esploso il primo fuoco d’artificio. Un porcello sta inciampando, tanto è lo spavento. Si attende con attesa il lancio del secondo fuoco, dopo il quale come da nuova introduzione legislativa non potrà parlare che il Re. Tuttavia, infratanto la folla persiste nel chiacchiericcio, pur prestando reverenza a ciascun momento. Eccolo che si gonfia nel cielo, il secondo fuoco. Cala il silenzio. Alzatasi la serranda, tocca alla porta a sottili vetri aprirsi. Il Re Maiale è ufficialmente in balcone. La folla muta si lancia in un rumoroso battito di mani. Il Re alza la destra, la folla si cheta. Inizia il discorso:

“Popolani, siamo nel momento in cui oramai non è più possibile ragionare sul conveniente. Ci troviamo nel momento in cui siamo chiamati ad agire. Dopo aver vittoriosamente dissodato il Sahara con i nostri meccanici, l’attuale preoccupazione principale dev’essere la difesa dall’invasore. Esattamente un anno fa, giunse il primo. Fu sottovalutato, così ne arrivarono altri, poi sempre di più. Lo scorso governo non fu all’altezza della situazione. Il risultato lo sappiamo tutti quale fu: il 90% dei popolani ebbe problemi respiratori fino alla venuta dell’estate, alcuni fino all’autunno. Arrossamento e gonfiore agli occhi, un eterno gocciolio dal naso, fatica a respirare e mal di gola. Un gruppo di scienziati governativi la definì Allergia Stagionale. Anche quest’anno è previsto l’arrivo delle rondini, i nostri radar ci dicono che i primi battaglioni sono già in viaggio. Ma però bensì, quest’anno, saremo pronti, invero già attivammo la contraerea, veleni ed altri armamenti. L’obiettivo è uno: abbatterle tutte, il motivo è altrettantamente uno: difendere i popolani dall’allergia.”

Il Re alza la sinistra. La folla, ancora impossibilitata a parlare, applaudisce il doppio più forte del prima. Il Re Maiale alza la destra. La folla immobile. Comincia un nuovo discors

Incredibile una voce vien fuori non dal balcone bensì dal basso tra la folla qualcuno ha parlato subito mille fucili puntati indiscriminatamente sulla zona d’interesse. Si crea una voragine tra le persone, tutte le non coinvolte si allontanano da quell’unica voce, appena percettibile da qui. Non se ne vede la fonte. Dice: “boiate”. Irreale! Scalpore divampa. Miglioròmmi la prospettiva, pertanto riesco a vedere il verme che parla. Invero un verme è il parlante. Non batte ciglio di fronte alle mille armi puntate su di lui, di fatto ne basterebbe uno solo di fucile. “Come dite e come osaste?” domanda il Re. “Dico che le vostre son boiate.” – ribatte immediato il verme – “Non sono le rondini la causa dell’allergia,”- prove di sconcerto generale nella piazza: nessuno si aspettava tale ribaltone. L’agnellina Sorella Angela si lascia svenire -“bensì il polline delle piante in fiore”. Il Re prorompe in un grugnito divertito. Si tiene la pancia, sembra gonfiarsi. Ora sentenzia: “Certo non sarete voi con le vostre astruse filosofie eteree a mandare in fumo anni di scientifici studi. Le rondini sono la causa, vanno eliminate”, ma il verme non aspetta: “quello dell’allergia è un problema che esisteva già prima dell’inizio delle migrazioni delle rondini, persino i romani ne soffrivano. Veri studi, liberi, prima che scientifici, stanno cercando una cura, dopo che hanno riscontrato nei pollini la causa. Non servirà a niente sterminare le rondini”. Il Re riprende parola: “Quindi voi proponete un punto di vista differente da quello prestabilito, con una certa fondatezza, pur sapendo di cadere nell’impopolarità?”, risposta: “Sì. Un verme che non si oppone è soltanto un verme”. Sembra che il Re Maiale ne abbia abbastanza, mentre rientra in porcilaia fa un cenno al suo sottoposto, il quale dirige un altro cenno simile al sottopostissimo. Grande confusione, troppa polvere levata in aria. Passano quaranta secondi e al suo ricalar il verme non v’è più. Conclusosi il discorso pubblico.

Data e ora: 16 Marzo 2109, 9:23

Luogo: Montecretinate, Ufficio Stampa

Battitore a macchina: Rodolfo Acritico

Prima pagina del giornale: “Ritrovato ucciso il verme che parlò illegalmente durante il Discorso. Dichiarazione del Re <per quel che fece, è come l’avessi ucciso io in persona>”. Seconda e ultima pagina: “Cominciano gli attacchi alle rondini invasore: <Da Settembre non saranno mai più un problema>”.

Data e ora: 30 Aprile 2110, 18:09

Luogo: Montecretinate

Battitore a macchina: Rodolfo Acritico

Stessa piazza, più di un anno dopo, di dove fu visto l’ultima volta vivo il verme che sfidò il Re. Il Re Maiale sta per iniziare il suo discorso promesso, dovrà dare spiegazioni circa la grande, anzi maggiore quantità di casi allergici rinvenuta anche quest’anno, pur in assenza delle rondini. L’attesa si fa lunga. Timidamente il sottoposto esce al posto del sovraposto, reggente un foglietto in mano. “Si comunica la fuga del Re in terra straniera”. La delusione cresce tra la folla, insieme a un senso di smarrimento: fu tutto inutile? Adesso i popolani senza più re rimpiangono il cielo mosso dalle rondini.

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